A partire dai 24 mesi e soprattutto dai 36 il gioco simbolico diventa per i bambini uno strumento conoscitivo ed espressivo, di crescita cognitiva, sociale ed affettiva.
Fanno parte di questa categoria tutti i giochi di ruolo (il far finta di…), in cui gli oggetti si trasformano in oggetti transizionali per l’attività.
Man mano che il bambino cresce e affina la sua esperienza del mondo, il gioco simbolico diventa più complesso e assume nuovi significati che vanno ben oltre la semplice imitazione del comportamento degli adulti; in questa fase saranno gli stessi bambini a sviluppare ricche cornico di gioco, da soli o in condivisione con i pari, riproponendo situazioni di vita quotidiana o fantastiche in cui ogni partecipante assumerà un ruolo specifico. Il gioco simbolico svolge primariamente il compito di far conoscere al bambino la realtà prospettandogliela sotto un aspetto ludico, ma allo stesso tempo é uno strumento che gli consente di dare libero spazio alla fantasia, alla creatività e all’immaginazione mettendo in scena desideri, paure, frustrazioni, sogni…
In questo modo, non solo si rapporta con la realtà imparando a dominarla, ma anche con il potenziale se stesso, imparando a conoscersi meglio.