BRUGHERIO, MONZA, VIMERCATESE – A che età i bambini iniziano a camminare? Bisogna innanzitutto precisare che ogni bambino segue il proprio sviluppo psicomotorio individuale, muovendo i primi passi spontaneamente e con i propri tempi; proprio per questo non bisognerebbe spronarli in maniera eccessiva al cammino, essendo una tappa che essi attraverseranno naturalmente. Generalmente i primi passi vengono mossi tra i 10 e i 18 mesi, dopo che il bambino con il gattonamento ha potuto sperimentare equilibri e disequilibri, rinforzare il proprio apparato muscolo-scheletrico, affinare la propria coordinazione e propriocezione. Spesso i primi spostamenti avvengono lungo le superfici dei mobili: raggiunta la stazione eretta si muovono lateralmente con la “navigazione costiera” passando da un appiglio all’altro.

Procedendo per prove ed errori ogni bimbo inizierà a compiere i primi passi in autonomia spostandosi con gambe larghe e piedi rivolti verso l’esterno, dondolando e perdendo spesso l’equilibrio. Con la pratica modificherà la propria andatura diminuendo l’apertura delle gambe, ponendo i piedi paralleli, facendo passi più piccoli e aiutandosi con le braccia per ottenere una maggiore stabilità. Non preoccupatevi se fino ai 2 anni e mezzo gli capiterà spesso di cadere: ciò é normale poiché il bambino sta ancora ricercando i propri aggiustamenti funzionali al cammino. Con il tempo imparerà a modificare la direzione e la velocità dei propri passi, alzarsi in punta dei piedi o accucciarsi a terra, dare calci alla palla, correre, arrampicarsi o spostarsi trasportando un oggetto.
Come posso aiutare il mio bambino in questo passaggio evolutivo? Ricordiamo che la conquista del cammino é spontanea e graduale; ciò che ogni genitore può fare é offrire condizioni ambientali per favorirla. Ecco alcuni consigli
da non dimenticare:

1.Incentivate il più possibile gli spostamenti autonomi da un mobile all’altro, offrendogli obiettivi da raggiungere e incoraggiandolo con apprezzamenti.

2. Lasciate che sia lui a raggiungere la stazione eretta non promuovendo una precoce verticalizzazione; durante gli spostamenti sarà sufficiente che gli offriate un dito a cui sostenersi e non l’intera mano in quanto il bambino potrebbe finire con l’appoggiarvisi rallentando cosi la conquista del cammino autonomo.

3. Non spaventatevi di fronte ad ogni caduta, un nostro atteggiamento allarmato potrebbe infondergli insicurezza e timore.
4. Non utilizzate i girelli: mantenendo il bambino in appoggio sulla punta dei piedi essi fanno impostare male
l’andatura, non permettendo di allenare la muscolatura e l’equilibrio.
5. Prediligete al girello l’uso di deambulatori a cui il bambino possa appoggiarsi e spostarsi poi liberamente.
6. Non preoccupatevi se nei primi tempi tenderà a camminare sulle punte; sta ancora ricercando il proprio equilibrio e questo atteggiamento scomparirà con la crescita.
7. Non affrettatevi a comprargli le scarpine; é preferibile infatti che i primi passi li faccia a piedi nudi o con calze
antiscivolo, ciò gli permetterà di percepire maggiormente il suolo ritrovando gli aggiustamenti a lui più funzionali.

STEFANIA BONOMO, Neuropsicomotricista