PREMESSA: nella memoria psicocorporea si imprimono, durante la vita intrauterina, i suoni, i movimenti, le percezioni  e le sensazioni (di piacere e dispiacere) che andranno a modellare poi i nostri gesti, i nostri movimenti, il nostro linguaggio e il nostro modo di interagire con il mondo circostante per tutta la vita. Possiamo dire che le esperienze di apprendimento vissute prima della nascita dal feto organizzano la modalità di tutti gli apprendimenti futuri.

Relazioni, emozioni, esperienze: ecco le condizioni, non separabili, dalle quali dipendono i nostri apprendimenti. Questo presupposto è stato nuovamente e fortemente evidenziato dall’esperienza della D.A.D. dovuta alla chiusura delle scuole causa Covid-19.

Come la musica può favorire processi di apprendimento nei bambini? Camminare, parlare, leggere, scrivere, contare?

RELAZIONE –  La “base sicura” della relazione terapeutica permette al bambino di sentirsi a proprio agio, di distendersi e divertirsi, di trovare un contesto privilegiato, “confermante” e non giudicante, che contrasta le frustrazioni derivanti dalle difficoltà. L’approccio ludico che caratterizza l’attività musicale permette così di lavorare in modo “indiretto” sulle difficoltà, senza lo stress della performance di una terapia tradizionale. Un bambino arrabbiato e preoccupato non è nelle condizioni adeguate per apprendere nulla, perché si pone in una situazione di difesa. 

ESPERIENZA Vivere esperienze attraverso il proprio corpo, muoversi nello spazio accompagnato dalla musica e utilizzare strumenti a percussione (e non solo) per fare esperienza della quantità, della qualità oppure servirsi del ritmo per imparare le successioni numeriche o sillabiche consentono al bambino di far emergere con più facilità l’ordine ritmico che già gli appartiene. Questo fa la differenza tra la memoria meccanica e quella fondata sul vissuto, che permetterà di ricordare quanto è stato esperito quindi appreso.

EMOZIONE – Il modo di apprendere qualcosa di nuovo è legato alle emozioni, che possono essere molto diverse tra loro. Percuotere un tamburo contando è divertente, trovarsi con una matita in mano, in difficoltà, non è divertente. Questo ancora fa la differenza tra educare (e-ducere) ovvero “trarre fuori”, far emergere la soggettività e le doti di ognuno di noi, e addestrare (rendere destro) ovvero “far diventare abili”.

Manuela Arosio, Musicoterapista