Il bambino canta ancora prima di parlare, balla ancora prima di camminare. La musica è nei nostri
cuori sin dall’inizio”. (Pam Brown)
La maggior parte dei bambini sviluppa curiosità per i suoni e per la loro produzione, che sembra
quasi innata, perché?
Fin dalla gravidanza il bambino è attivo e competente, l’unica possibilità che ha di mettersi in
collegamento con il mondo circostante è legata alle proprie capacità percettive: il suono è già mezzo privilegiato di relazione e scambio tra madre e bimbo.
Il contesto sonoro vissuto dal feto fa quindi del neonato un essere cosciente della realtà, dotato di un’intenzionalità comunicativa e di un primitivo nucleo del Sé (Fornari), mentre la voce materna costituisce “l’impasto sonoro” sul quale si modella il linguaggio del nascituro (A. Tomatis).
La fase prenatale assume così funzione di precognizione di quella postnatale e aiuta il neonato a trovare delle proprie strategie di interazione e adattamento con l’ambiente/realtà che vive (S.Guerra Lisi).
Dopo la nascita la maturazione dell’individuo continua ad avvenire attraverso processi interpersonali e non attraverso l’appagamento di bisogni primari o il soddisfacimento di impulsi e desideri. La voce materna in primis è in grado di offrire al neonato una vera e propria “nutrizione affettiva” che alcuni studiosi hanno definito di pari importanza rispetto alla poppata; estendendo il concetto all’intero universo sonoro la musica diventa una vera e propria ricerca delle sensazioni che sono state provate nel ventre materno.
Nella fascia di età 0-3 anni, che sappiamo essere i più importanti per l’apprendimento delle competenze, per le conquiste motorie e le elaborazioni degli innumerevoli stimoli che il bambino riceve, il genitore assume funzione di stimolo attraverso momenti di carattere ludico e pregni di affettività, grazie ai quali si tessono le trame cognitive, emotive e sociali dello sviluppo
dell’individuo.
Considerando i suoni strumento fondamentale di relazione, di incontro e comunicazione sociale, l’offerta di un’esperienza musicale di qualità fin dalla nascita favorisce l’acquisizione di importanti competenze cognitive, relazionali, affettive e sociali.

Manuela Arosio