Oggi apro facebook e constato con dispiacere che l’italia si è nuovamente divisa in due:
I genitori felici di poter uscire per una passeggiata e quelli che invece se ne lamentano.I genitori che “vanificano i nostri sforzi perché incoscienti” e quelli “che resistono per il bene comune”. I genitori che “sono paranoici e non capiscono i bisogni dei loro figli” e quelli che “azzardano una uscita per amore dei propri figli”.

Vorrei offrire uno spunto di riflessione… In questi giorni sono tanti i genitori che ci stanno contattando per un confronto, un aiuto, un parere o anche solo per sfogarsi. Come sempre l’incontro (seppur telefonico o in video) con l’altro è una ricchezza perché offre punti di vista differenti.

Ci sono famiglie serene, quelle che hanno una casa con un piccolo pezzo di giardino, un terrazzo, un balcone. Ci sono famiglie con fratelli che litigano, ma si fanno compagnia! Ci sono famiglie che hanno una casa sufficientemente grande da poter garantire almeno una stanza per i propri figli.

Poi ci sono famiglie che litigano, genitori sull’orlo del divorzio costretti a convivere 24 ore su 24. Ci sono case piccole piccole, senza neanche un balcone e con genitori che dormono sul divano per lasciare l’unica stanza ai bambini.
Ci sono bambini diabetici (perché il diabete colpisce anche i più piccoli!) che hanno bisogno una piccola camminata per smaltire gli zuccheri, perché la loro dieta si è fatta molto ferrea in questo periodo di “staticità” casalinga (creando un ulteriore fattore di stress). CI sono famiglie con bimbi autistici, disabili, bambini che hanno subito lutti di famigliari che non hanno potuto salutare, bambini che hanno sviluppato fobie sociali e eccessive paure da contagio che vogliono stare in casa con la mascherina. Bambini che stanno vivendo coi nonni perché la mamma ed il papà sono infermieri o medici e per tutelare sia loro che chi se ne prende cura hanno preferito allontanarli…
Penso che una passeggiata di 20 minuti possa essere un segnale concreto con cui dire: “E’ vero che andrà tutto bene… non è solo una frase che scriviamo sotto gli arcobaleni! Vedi? Adesso possiamo, con attenzione e seguendo le regole, uscire un pochino”
Non voglio schierarmi. Ognuno di voi conosce i propri figli e la propria situazione famigliare. Sappiamo tutti che è presto per cantar vittoria e sappiamo che occorre un grande senso di responsabilità anche solo per comprare il pane però vi prego, non giudichiamoci, non dividiamoci nuovamente fra “NOI” e “VOI”.
Chi sa di poter protrarre la quarantena lo faccia e riceva il grazie della comunità per i loro sforzi e chi ritiene necessario uscire per una passeggiata lo faccia solo se indispensabile.. però vi prego! Smettiamola di giudicarci. Credo che questo virus ci stesse insegnando ad essere comunità. Per favore non vanifichiamo la fatica di tutti, tornando a schemi mentali vecchi.
Dimostriamo che questa sofferenza ha insegnato qualcosa ad ognuno di noi!

“se il male che avete ricevuto vi ha reso cattivi lo avete sprecato”

Guardiamoci con fiducia e allora si che… ANDRA’ TUTTO BENE!

 

Claudia Brambilla